Geopolitica italiana: l’esempio del gioco

Nel nostro paese per poter svolgere l’attività del gioco d’azzardo bisogna disporre di regolare licenza che solo lo Stato può rilasciare. L’ente che rilascia e che controlla questa attività licenziataria è l’AAMS, sigla che indica l’Azienda Autonoma Monopoli di Stato.

In altre parole, per poter mettere a disposizione dei giocatori i Gratta e vinci, i biglietti della lotteria e altri giochi, anche online, bisogna aver ottenuto questo tipo di licenza che viene emessa solo per siti completamente a norma come Starcasino’, che va citato sicuramente fra quelli storici presenti in Italia.

Solo in presenza di questi requisiti il giocatore maggiorenne può iscriversi, scommettere e giocare senza incorrere in nessun tipo di sanzione.

Comprensibilmente, visto l’importante giro di affari collegato a questo settore, la criminalità organizzata nel tempo ha mostrato molto interesse verso queste attività.

Le regolarizzazione storica del gioco d’azzardo in Italia

Per questo motivo la politica italiana è intervenuta spesso, riformando le leggi a seconda delle situazioni.

Appaiono molto lontani i tempi del Totocalcio e del Totip, rispettivamente nati nel 1946 e nel 1948, la cosiddetta prima fase del gioco d’azzardo, mentre è stata molto importante la seconda fase, dal 1992 al 2002, che ha visto la deregolamentazione del gioco d’azzardo, per via della crisi economica in cui versava la nostra nazione: questo settore fu visto dallo Stato come una leva fiscale utile per ridurre il debito pubblico.

Nel 2003, quando il Governo decise di rendere il gioco d’azzardo un settore indipendente e lo riorganizzò con la Legge 18 ottobre 2001, n. 383, trasformò tramite decreto anche i vecchi video poker nelle nuove slot. Senza dimenticare il 2006: anno cardine durante il quale si decise di chiudere i siti privi delle autorizzazioni rilasciate dall’AAMS.

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